Sentiero Pasolini: un cammino a bordo del Tevere

Ci sono luoghi in cui il Tevere diventa il tuo miglior compagno di viaggio. Luoghi storici, rinati quasi dal nulla e resi disponibili da gente con il cuore. Beneficiare di una camminata accanto ad uno dei fiumi, non tra i più lunghi, ma tra i più conosciuti del mondo, credo non sia una di quelle realtà da poter snobbare. Negli ultimi anni ci si è reso conto che il cicloturismo nella capitale non vada molto di moda. Seppur lontano dai monumenti principali della Città Eterna, il SENTIERO PASOLINI vuole promuovere non solo un turismo ambientale, ma incentivare i propri cittadini ad esplorare quei luoghi genuini che li hanno da sempre circondati: questo vale sia per i cittadini romani abitanti nei quartieri limitrofi, sia per quei romani che non hanno alcuna conoscenza di questa parte di territorio del versante sud-ovest di Roma.

COS’E’ E COME NASCE IL SENTIERO PASOLINI

Il Sentiero Pasolini nasce da un’idea del signor Sven, norvegese di nascita, ma romano d’adozione. La sua nobile idea era quella di collegare Roma al mare. Il sentiero originario prevedeva il suo inizio dalla parte del G.R.A. in prossimità del ponte monumentale di Mezzocammino e la sua fine nella zona dell’Idroscalo, sito nella parte del Lido di Ostia Ponente, luogo dell’uccisione del compianto saggista. Tramite la buona volontà del signor Sven e di alcuni volontari/collaboratori, nasce il Sentiero Pasolini.

Il sentiero, oggi, è un itinerario eco-turistico ciclopedonale, gestito per l’appunto da volontari che riescono a portarlo avanti grazie anche ad alcune donazioni e ad un buon olio di gomito.

Il percorso originario prevedeva il collegamento di Roma ad Ostia. Purtroppo gli organizzatori trovarono alcuni intoppi durante il cammino, non solo fisico ma anche giuridico (N.B.: ovviamente non è mia intenzione denunciare nessun tipo di problema al riguardo). Capita così che tra cancellate, terreni privati e il comune che non vuole sapere di cooperare su un’opera di cui i cittadini potrebbero usufruire, il sentiero abbia ricevuto diverse modifiche lungo del suo tragitto.

SENTIERO PASOLINI OGGI

Vista da Parco del Drago

Oggi il sentiero ha un percorso parzialmente mutato rispetto a quello previsto originariamente. L’accorciamento e qualche deviazione porta ad un rilevante ridimensionamento, che, fortunatamente, non reca danno al suo gradevole fascino. Dei 24 km iniziali previsti, ne sono così rimasti circa 17: dall’ingresso di Centro Giano agli Scavi Archeologici di Ostia Antica. Attraversando la Riserva Naturale del Litorale Romano infatti, si costeggiano i quartieri/frazioni del Municipio X: Centro Giano, Monti di San Paolo, Dragoncello, Dragona, Bagnoletto ed Ostia Antica. Purtroppo, a causa di questa modifica sostanziale della distanza attuale del percorso, agli occhi dei visitatori sfuggono alcuni luoghi storici situati in prossimità del sentiero. Mi riferisco a un bunker della Seconda Guerra Mondiale, a delle torri medievali poste a Dragoncello, alla celeberrima Tor Boacciana ed anche importanti associazioni culturali.

Un habitat come quello dell’argine del Tevere sa regalare degli scorci imperdibili all’alba o al tramonto, in un giorno di pioggia o ad uno di inizio primavera. Ciò che si può trovare durante il percorso è di notevole interesse storico-ambientale, tanto che i rappresentanti stanno cercando di far entrare la loro creazione all’interno del Fondo Ambiente, conosciuto comunemente come i “Luoghi del Cuore – FAI” (potete votare qui iscrivendovi), un’eventuale riconoscimento che avrebbe il sapore della vittoria e che garantirebbe al sentiero di poter continuare a sopravvivere grazie soprattutto al turismo.

Il cammino si può effettuare a piedi, di corsa o in bicicletta, con i nostri amici pelosetti o con i bambini. Un sentiero sicuro (a parte rari cani pastori in alcuni frangenti), adatto a tutte le età, che permette di respirare una boccata d’aria pura e attraverso il quale si possono ammirare alcune bellezze della storia di epoca romana o della seconda guerra mondiale.

Non c’è un periodo sconsigliato per effettuare l’escursione. Il mio consiglio, però, è quello di farlo tra primavera e autunno, in modo da poter essere agevolati dalle condizioni meteo e da un paesaggio rigoglioso.

IL PERCORSO

Segnaletica caratteristica del sentiero

Mettiamo il nostro km 0 a Centro Giano, precisamente accanto al ponticello che collega via Albi a via Ostiense, raggiungibile anche con mezzi pubblici scendendo alla stazione Casal Bernocchi-Centro Giano (linea Roma-Lido). Un piccolo vialetto accanto ad un cancello giallo ed una conseguente svolta a sinistra dopo qualche centinaio di metri, vi immetteranno sul sentiero. L’argine del fiume e tutta la potenza del Tevere comincerà a scorgere mentre sarete avvolti da un canneto. Dopo circa 4 km di cammino, arrivati ai pascoli tra Monti di San Paolo (la vecchia città romana di Ficana) ed i casali di Dragoncello, sarete costretti, causa recinzione, a dover svoltare a sinistra a ridosso di una vecchia idrovore ed intraprendere il tratto urbano. Senza che vi facciate scoraggiare troppo dai palazzi e dalle automobili, percorrete via dei Monti di San Paolo fino a una rotonda e proseguite per via Daniele Badiali; svoltate a destra e poi a sinistra su via Giuseppe Beduschi, che vi porterà giù verso via di Dragoncello e nell’omonimo quartiere. Cercate la pista ciclabile che troverete sia andando a destra che a sinistra: essa infatti vi condurrà all’interno del Parco Vittime del Razzismo. Da qui le automobili saranno un lontano ricordo e troverete gli ingressi per entrare in un altro piccolo gioiello frutto del volontariato: il Parco del Drago. Per alcuni il km 0 coincide con questo parco evitando il tratto urbano.

Questo spazio verde autogestito dai cittadini, divide Dragoncello da Dragona. All’interno troverete panchine fatte a mano, area giochi, cartelli indicanti il nome delle piante ed un mini-trail di 3 km da fare di corsa o anche in bicicletta. Per ritrovare la continuazione del Sentiero Pasolini dovrete uscire dall’estremità tiberina del Parco del Drago, lato Dragona, e, anziché tornare su strada asfaltata (via Sarnico), girate a destra e prendete una ripida discesa che costeggia un campo di grano (a seconda della stagione), affinché possiate ritrovarvi di nuovo sul cammino, che vi porterà alla Tenuta Corsetti. Entrate leggermente nella tenuta e continuate oltrepassando un cancello ed un impianto di sollevamento: starete così di nuovo sulla strada in direzione di Ostia Antica.

Fauna locale

Lungo la seconda parte del sentiero il Tevere sarà in vostra perenne compagnia. La leggere brezza, generata dal fiume e proveniente dal mare, darà sollievo agli escursionisti. Nella strada troverete spunti fotografici: la campagna del Litorale Romano si aprirà davanti a voi, un luogo in cui il cemento ancora non riesce a dettare legge, mentre una piccola foresta di bambù vi darà l’idea di trovarvi in un ambiente tropicale. Qualche piccolo airone, cigno o anatra potrebbero attrarre la vostra attenzione mentre fanno la spola tra l’argine ostiense e quello della dirimpettaia Fiumicino.

Imbarcadero
Area di sosta Marco Pantani

Dopo aver raggiunto e sorpassato un altro impianto di sollevamento quasi abbandonato, ma ricco di fascino, rinfrescatevi nell’area di sosta dedicata al grande ciclista Marco Pantani. Ammirate il Tevere e la sua corrente, fatevi due conti e perdetevi nel cartello multidirezionale che indica i chilometri che segna la distanza di Roma da alcune tra le maggiori città mondiali. Riprendete il cammino e, dopo circa 13 km di tragitto totale, c’è un bivio. Potete decidere se continuare il sentiero fino all’Imbarcadero sul Tevere (una piattaforma in cemento utilizzata da lettori, pescatori, fotografi ed escursionisti stanchi che vogliono rilassarsi), situato accanto agli Scavi Archeologici di Ostia Antica, pochi metri prima del Ponte della Scafa dove il sentiero si interrompe nuovamente ed, almeno per il momento, definitivamente. In alternativa, se non volete allungare, prendete a sinistra via Capo due Rami e aspettate che il Castello di Giulio II cominci a scorgere tra i pini. Una strada sterrata vi condurrà fino a viale dei Romagnoli ed all’ingresso della Rocca di Ostia Antica. Qui abbandonatevi tra la basilica di Sant’Aurea, il castello, i minuscoli locali e le piccole vie di un borgo senza tempo. Se non siete stanchi potete continuare a girovagare nella campagna circostante. Camminate o pedalate su strade sterrate che costeggiano maneggi o casali, campi di grano e/o piccole attività, come agriturismi, laboratori di cucina o il giardino delle ninfee. Una volta conclusa anche quest’ultimo giro di perlustrazione del territorio, la stazione di Ostia Antica si trova a meno di un chilometro, oltrepassata la Via del Mare attraverso un ponte pedonale.

IL FUTURO

Molti sono gli inconvenienti giuridici tra privati e municipio che sono nati e nascono tutt’ora intorno al Sentiero Pasolini. Ripeto: lungi da me entrare nel merito della questione. La disponibilità del sentiero per i cittadini è ormai una realtà ed anche la sue bellezze rimangono tali al di là dei problemi. Molti abitanti del litorale, e non solo, hanno scoperto o stanno scoprendo questa attrattiva, grazie anche a piccoli singolari eventi nati da guide turistico-ambientali, ciclo amatori o addirittura poeti. Non sappiamo se e quando il Sentiero Pasolini sarà percorribile nella sua originaria interezza; per il momento ce lo godiamo al tramonto o durante una pedalata di domenica mattina, attendendo che, in una delle prossime estati ostiensi, esso ci possa portare fin dentro al mare.

Per ottenere tutte le notizie e tutti gli eventi che vengono organizzati, potrete scaricare dei tracciamenti GPS che lasciano in rete e sul gruppo molti escursionisti o potrete mettere direttamente un like sulla pagina Facebook: Sentiero Pasolini.

Rocca di Ostia Antica

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